Riflessioni senza titolo

Lo sapete. Di tanto in tanto ho bisogno di parlare di altro. Oggi è un giorno di quelli.

Tra poco sarà Natale, e tutti facciamo una corsa sfrenata al regalo perfetto. Nulla di male in questo. Anzi, io sono la prima che ama ricevere regali e più ancora ama farli (vi dico solo che quest’anno per mio marito ho creato un intero calendario dell’avvento, con 24 regali da scartare!). Amo anch’io le cose belle, i regali preziosi. Rimango male come una bambina quando finiscono i pacchetti e sbircio casualmente sotto l’albero combattuta tra il desiderio di essere sorpresa e la tremenda curiosità di sapere cosa contengono i miei. Fare e ricevere regali è un modo come un altro per dimostrare amore e affetto.


Ma. Sempre più spesso smetto di vedere cose, e riesco a vedere solo cumuli di roba. Vedo gente che spende stipendi interi per regalare giocattoli costosissimi a bambini trascurati, che regala Ipad a bambini di UN ANNO. Vedo gente che confeziona pacchetti e ipocrisia nello stesso momento, che si bacia a Natale e si sputa veleno il resto del tempo. Vedo gente che sceglie i regali indicandoli in una vetrina con aria annoiata. Vedo bambini che si stancano quasi subito di scartare e non desiderano più nulla perché hanno più giochi di quanti potranno mai utilizzarne.

Non voglio fare una sterile e trita polemica su consumismo e roba del genere, non è proprio da me. Vorrei solo dare spazio a un momento di riflessione. Di quanti oggetti abbiamo bisogno davvero? Di quanti cellulari nuovi? Di quante enormi tv? E per entrare nel mio campo, davvero ci servono 700 rossetti dello STESSO rosso? Davvero abbiamo bisogno di quell’ultima palette di cui parlano tutte, e che fra 2 mesi ci avrà già annoiate? Ripeto, anche qui non voglio ergermi a giudice: anche io ho tantissimi cosmetici (e vestiti, e scarpe, e borse). Solo che a un certo punto ho avvertito una specie di nausea. Nausea per tutte queste cose che ci ammazziamo ad accumulare febbrilmente, come se ne andasse della nostra vita, come se ne avessimo veramente bisogno. Si ha bisogno di acqua, cibo, un tetto, vestiti caldi. Si può avere desiderio di cose belle, di oggetti che offrano comfort e comodità. Più di questo, è tutto superfluo. E oltre ancora, è tutto assolutamente inutile.
Ciò di cui abbiamo bisogno sono persone su cui contare, pochi amici sinceri, l’affetto dei nostri cari, e cioè tutto quello che solitamente diamo per scontato. Diamo tanta, troppa importanza alle stronzate. Ci arrabbiamo per cose stupide che dicono persone di cui non ci importa nulla, e dimentichiamo di fare una telefonata a chi davvero vogliamo sentire. Ci disperiamo perché non possiamo comprare tutte le cose che crediamo di desiderare, quando invece tutto ciò che realmente ci fa stare bene lo abbiamo già.

Ora, io non sono San Francesco, e domani non credo che regalerò le mie cose ai poveri e mi metterò a parlare con gli uccelli. Continuerò a scrivere di make up e dei soliti argomenti leggeri – perché ricordiamo che la leggerezza è ben diversa dalla superficialità.
Ma voglio impegnarmi per eliminare il superfluo, per dare importanza alle cose veramente importanti. Perché poi vedo persone volare via, persone che davvero non meritano di terminare il loro viaggio, non così e non così presto, non a Natale. Non è giusto, anzi è talmente uno schifo che mi viene voglia di urlare.
Ma proprio per questo abbiamo il dovere di fare delle nostre vite il miglior uso possibile, di impegnare tempo e energie per le cose giuste. Per lavorare, studiare, amare, ridere, correre in bicicletta, assaporare un caffè, combattere le ingiustizie, ascoltare buona musica, sognare, coltivare una piantina.
Per fare del nostro meglio per rendere il mondo un posto un pochino migliore.

Sull'autore

Federica

Parole & Make up è quello che sono.

Parlo troppo e scrivo quando sono stanca di parlare.

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