Orgoglio Curvy: parliamone

Lo scorso sabato si è tenuta a Bologna una manifestazione dedicata al Curvy Pride.

In questi giorni girano, tra i tanti dedicati all’argomento, un paio di articoli che hanno destato scalpore. Ve li posto in sequenza per completezza di informazione.

http://diariodiadamo.vanityfair.it/2014/11/11/perche-diciamo-si-allorgoglio-curvy-fin-dallasilo/

http://news.you-ng.it/2014/11/13/perche-diciamo-assolutamente-follia-dellorgoglio-curvy/

In pratica il primo si schiera a favore della cosiddetta Rivoluzione Curvy, il secondo la addita come una emerita stronzata. Voglio quindi dire cosa penso io, per quanto possa non fregare a nessuno.

Un po’ di perplessità l’ho provata già leggendo i commenti in calce all’articolo pro-curvy. Molte persone (quasi tutte) non si sono nemmeno prese la briga di leggere l’articolo per intero (che fatica, cliccare su un link e leggere poche righe!) ma hanno commentato solo sulla base della foto in anteprima (che ritrae modelle plus size, nude e sì, probabilmente allisciate con photoshop in più punti). Ho letto cose come: ciccione, porche, queste fanno schifo, che schifo, smettessero di mangiare, non vorrei mai essere così. Tutti commenti di donne, manco a dirlo.

Ma l’articolo in sé, cosa dice? Beatifica il sovrappeso e l’obesità? Asserisce che con 30 kg di troppo staremmo tutti bene? Ci invita a sfondarci di Sacher per creare una nuova razza umana di diabetici inconsapevoli?

NO. Dice solo di smetterla con la “dittatura delle magre” e sì alla “bellezza senza taglia”. E che se a una bimba di tre anni viene detto dall’asilo “non mangiare troppo che diventi grassa” c’è qualcosa che non va (e questo non vuol dire che la si incoraggia fin dall’asilo ad ingrassare!). Si parla di bellezza multiforme, non allineata a uno stereotipo dominante, non si parla di dover a tutti i costi smettere di curarsi della propria salute.

Ora, quali sono le argomentazioni su cui si basa il secondo articolo? Mi sbilancio: su qualcosa di talmente ovvio da risultare sterile, banale e senza senso.

Perché è OVVIO che essere pesantemente in sovrappeso possa far male alla salute.
È OVVIO che non bisogna incoraggiare nessuno a non curarsi della propria salute.
È OVVIO che lo stereotipo non va bene in nessun caso.
È OVVIO che l’obesità in sé è una patologia e non qualcosa di cui andare fieri.

 La domanda è: dovrebbe invece essere qualcosa di cui vergognarsi? Io dico di NO. Che vergognarsi per la propria forma fisica, anche laddove ci sia un forte sovrappeso, non è la soluzione, MAI. Vergognarsi non è sano, non porta miglioramento. Porta solo negatività, atteggiamenti distruttivi e peggioramento.

Ciò che chi ha scritto questo articolo non capisce (o non vuole capire) è il senso profondo del Curvy Pride: l’accettazione di se stessi.

Quante persone vengono prese in giro per la loro forma fisica? Quante persone soffrono perché anche comprare un abito diventa un’impresa e una sofferenza? Quante persone vengono definite solo in base al loro peso? Tante, ancora troppe.
(E gli atti pesanti di bullismo degli ultimi mesi non li tiro nemmeno in causa.)
Tutto questo porta a lungo andare a non accettarsi, a vivere male il proprio corpo, a volersi male e a odiarsi profondamente. Porta a mangiare male e troppo, a ingrassare sempre di più e a peggiorare dunque la propria salute.

Accettarsi, imparare a volersi bene a prescindere è il primo passo verso la positività, e anche verso il recupero di una buona salute. Accettarsi vuol dire iniziare a prendersi cura del proprio corpo, ed eventualmente adoperarsi per correggere quello che non ci piace. Dedicarsi quindi a della sana attività fisica e impegnarsi a mangiare meglio, dando al nostro corpo il giusto apporto di nutrienti.

Sentirsi sbagliate non porta a nessuna di queste cose. Sentirsi sbagliate fa solo male, non ci dà modo di migliorare serenamente e consapevolmente, ma ci fa solo sentire colpevoli ad ogni occhiata nello specchio. Ed è QUESTO che non va bene.

Perché dovrei VERGOGNARMI se sono in sovrappeso? Reco danno a qualcuno? Faccio del male ad altri? Io penso che siano solo affari privati di ognuno, in cui gli altri non devono entrare.

Vediamo punto per punto le argomentazioni che spesso ho sentito e letto a proposito:

  1. Le persone grasse recano danno a tutti perché si ammaleranno di tot patologie e finiranno in ospedale e peseranno sulle tasche dei contribuenti.

A parte che NON tutte le persone grasse si ammalano di qualcosa (conosco molte persone in estremo sovrappeso con analisi del sangue immacolate), ma a questo punto dovremmo appendere per i piedi anche tutti i fumatori, gli alcolisti, i drogati. Ci si fa male in tanti modi diversi, e se tutti fossimo così bravi e virtuosi e forti da evitare ogni fonte di perdizione la specie umana sarebbe perfetta. Cosa che, ahimè, non è. E ingrassare non è certo la cosa peggiore che una persona possa fare.

  1. Chi ingrassa non deve prendersela con nessuno: è solo colpa sua se mangia schifezze.

È logico che se ingrasso la colpa è solo mia. Ma per questo fa meno male? No. Quanto posso sentirmi da schifo sapendo che ho fatto del male alla mia salute del tutto arbitrariamente? C’entrate qualcosa voialtri che vi appellate a giudici e maestri del saper vivere? No, c’entro solo io. Riguarda me e solo me e nessuno deve permettersi di dare consigli non richiesti.

  1. Basta un po’ di attività fisica e buona volontà!

Oppure potete farvi tutti gli affari vostri. Per alcune persone basta un po’ di attività fisica e buona volontà, per altre ci vuole l’aiuto di uno specialista in alimentazione. Qualcuno potrebbe avere bisogno di controllare la tiroide e qualcun’altro potrebbe dover eliminare alcuni cibi. Qualcuno potrebbe dover imparare a inserire frutta e verdura nella propria alimentazione, qualcun’altro magari dovrebbe mangiare più proteine.
Tutto ciò per dire che ogni persona è diversa, e deve trovare la propria strada per recuperare forma (DI QUALSIASI TAGLIA ESSA SIA) e salute.

Concludo dicendo questo: la Rivoluzione Curvy NON promuove il sovrappeso come modello giusto, così come non promuove la magrezza a tutti i costi. NON dice che l’obesità va bene. NON incoraggia le persone a non curarsi della propria salute. NON dice che “grasso è bello” a tutti i costi.

Dice soltanto di volersi bene, di accettarsi, di amare il proprio corpo, sia che si abbia il culo basso, le gambe corte, la pelle non perfettamente liscia, il ventre segnato dalle gravidanze. La bellezza è tante cose: è un sorriso, è senso dell’umorismo, è intelligenza, è capelli selvaggi e belle mani, è occhi luminosi e innamorati, è un abito eccentrico, è un viso assonnato, è saper ridere. È volersi bene.

Sull'autore

Federica

Parole & Make up è quello che sono.

Parlo troppo e scrivo quando sono stanca di parlare.

12 Commenti

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  • Come per ogni argomento, esistono infinite sfumature, infinite parentesi che si aprono e sembrano non chiudersi mai. Quello che hai analizzato è un aspetto della faccenda, peraltro condivisibile. Un problema di peso è palese, è lì davanti agli occhi di tutti, ed è facile da individuare (e giudicare). Chi ha un problema di alcol, nel suo momento di lucidità e ‘ordine’, si aggira in incognito; Chi fuma due pacchetti di sigarette al giorno, finché non tira fuori sigaretta e accendino, passa in cavalleria; persino un serial killer ha la possibilità di confondersi tra la folla. Il grasso, invece, lo vedi. Non si può occultare, non si può fingere che non ci sia.
    Un neo-pentito tabagista può sentirsi redento dopo 10 minuti dalla sua ‘ultima sigaretta’, ammesso che trovi la forza di smettere all’improvviso; un alcolista pure; un violento può dirsi pentito e non persistere nell’errore, e andarsene in giro (almeno tra sconosciuti) ‘senza macchia’. Un obeso che abbia deciso di riprendere il controllo del proprio corpo, dovrà prepararsi ad affrontare la fatica e non perdere la forza di volontà mentre il resto del mondo continuerà COMUNQUE ad additarlo e chiamarlo pigro, perdente, mangione, caso umano.

    Per questo è così difficile, per tanti, tornare indietro. Per questo è così facile, per tanti, scagliare la prima pietra (e sentirsi senza peccato, in quanto magri).

    Detto ciò, ovviamente non sta né al forcaiolo né all’empatico pieno di compassione valutare la vita e la salute degli altri. Per quello ci sono i medici. Non si possono cambiare certe cose, ma sarebbe già un bel passo avanti se ci si aprisse alle mezze misure e alle famose sfumature: esistono storie e storie, caratteri e caratteri, condizioni e condizioni. Come dici (giustamente) tu, un piattino di cazzi propri farebbe bene a tutti.

    Quello che si fa, mettendo su blog curvy e plus size e organizzando eventi e attività come il Curvy pride, è cercare di educare il prossimo alle MILLEMILA sfumature. Cercare di sdoganare, anche a muso duro, certi concetti. Cercare di veicolare messaggi positivi. Mostrare la bellezza in tutte le sue forme, a prescindere da peso e misure. Essere di supporto a chi è troppo severo con se stesso e non riesce a vedere la luce (può darsi che la soluzione sia accettare quegli stupidi 7 kg di troppo, o perderne 30 e riuscire a fare due rampe di scale senza perdere il fiato. Soggettivo. Indifferente, dal mio punto di vista. Ben venga tutto).

    Nessuno invita il prossimo all’autodistruzione, nessuno invita il prossimo all’autoindulgenza NO MATTER WHAT.
    Quello che la gente non capisce, è che un autoindulgente professionista non ha affatto bisogno di scuse, mentre chi non si accetta ha bisogno di comprensione.

    Scusa il papiro… 🙂 Sto scrivendo un ulteriore articolo su questa faccenda e sono un tantino coinvolta XD

    Un bacio grande,
    Giorgia.

    • Mi piacciono i papiri 🙂
      Seriamente, sai che amo “discutere” (nel senso più nobile del termine, ovvero scambiare opinioni e punti di vista), quindi il tuo commento non può che farmi piacere, anche perchè è l’esatta continuazione del mio post.
      Odio chi si erge a giudice di qualcosa senza averne il diritto, ed è per questo che sono rimasta tanto infastidita da queste polemiche.
      Fondamentalmente, se ognuno pensasse bellamente ai cazzi propri, o perlomeno smettesse di giudicare e puntare il dito in continuazione…sarebbe un mondo quasi perfetto.

      Non sono una persona particolarmente religiosa, ma in questo momento mi viene in mente questo, e lo trovo quantomai pertinente:

      “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.”

  • come non condividere, se non ci si accetta, si entra in un circolo vizioso da cui è difficilissimo uscire. Ma è porprio quello il punto, imparare ad accettarsi è la cosa difficile ma imprescindibile. Difficile perchè si combatte contro stereotipi consolidati, condizionamenti culturali e sociali radicati. Occorre una fortissima presa di coscienza e un grande amor proprio, un’autostima che va cercata nel profondo di noi stesse, per riemergere a testa alta. Grazie per le tue riflessioni.

  • Questa mania di giudicare qualsiasi cosa sta distruggendo il senso del confronto.
    Sembra un controsenso, ma non credo sia così.
    Si apre un articolo e si scrive un giudizio (perché spesso sotto articoli come questi si sanno giudizi e non opinioni, il che è diverso). Dopo aver letto un titolo e aver letto un’immagine.
    Perché nessuno di quelli che commenta ha nemmeno mai letto una riga in proposito, credo.
    Ma se non hai tempo da dedicare alla lettura di un articolo e di un tema perché senti l’esigenza di esprimere pareri al vetriolo?
    Le donne sono tante, sono diverse e sono belle (belle in senso ampio).
    Non c’è un tagliando di controllo da dover passare, non ci sono punti da accumulare.
    A me la cosa che fa più incavolare è che nella maggior parte dei casi siamo sono le donne a giudicare altre donne.
    Ma come non si fa a immedesimarsi? Come non si riesce a capire da sole che ci sono tanti di quei motivi, tante di quelle storie… che non si può dire “mangia meno e vai in palestra”? Non è un consiglio da illuminati.
    L’alimentazione, la cura di sé, il mangiare, come il non mangiare sono fattori emotivi. Vengono da dentro.
    Ci si dovrebbe immedesimare, si dovrebbe provare quanto meno a capire, trattare qualsiasi tipo di argomento, che coinvolge un fattore emotivo, con il tatto che dedicheremmo se parlassimo con una sorella o con una cara amica.
    Nessuna campagna idolatra l’obesità, ma mostrare la bellezza in ogni cosa, ogni tanto… non fa mica male… anche nei casi singoli, nei pregi, nelle differenze e non nelle taglie 38: è un primo passo.
    Non dice “ei forza, tutti verso l’obesità, tutti a mangiare in modo non sano”. Dice “donna, guarda quante siamo e come siamo diverse”.
    Ho avuto problemi di alimentazione nell’ultimo anno e ho visto il mio corpo decadere.
    Ho visto i capelli diradarsi, una mal nutrizione mi ha portato tutta una serie di piccole patologie, il sistema immunitario andato in tilt. Non sono diventata una 38, ho perso solo in modo insano più di 10 chili, rapidamente.
    Tutti mi dicevano “quanto sei bella ora, sei sbocciata, il tuo corpo è un altro, ma questi jeans che taglia sono?”. Vedevano del bello, nel bello che non c’era. Io non mi stavo volendo bene. Il mio corpo era sì più magro ma non era sano. Il mio animo stava mangiando la carne.
    Cosa c’è di bello in tre taglie in meno ottenute così?
    I miei chiletti in più di qualche mese prima erano veri e pieni di gioia. Questo per dire che fuori, al di fuori di noi le cose sono percepite spesso in maniera distorta.
    Detto questo (in modo un po’ confuso ma l’argomento mi tocca tanto per esperienze familiari e per una vita passata a sentire cavolate sui chili in più)… facciamo scudo a questa ignoranza con i nostri sorrisi, le chiacchiere tra amiche, i consigli belli e gli articoli come questi.

    • Hai toccato un punto fondamentale: la mancanza di qualsiasi tipo di empatia.

      Purtroppo siamo completamente circondati da gente dal giudizio facile, il che rende tutto una sfida a chi urla più forte.

      Ma noi ci opponiamo a questo stato di cose…e continueremo a farlo sempre!

      Un abbraccio :*

  • Ciao!
    Vengo di nuovo a romperti le scatole con dettagli tecnici sul blog, ma… hai mai pensato di aggiungere i pulsanti per la condivisione dei post? Mi è venuto in mente perché questo articolo qui io lo vorrei proprio condividere, anzi, lo faccio a prescindere, però, ecco, se ci fossero i pulsanti farei prima! 🙂
    (Tutto questo per dire che sono molto d’accordo con te, e ti ringrazio per aver espresso così bene qualcosa che mi frullava in testa da un po’ ma non riuscivo a mettere giù)

    • Non rompi mai!!!
      Ricorderò sempre che sei stata tra le prime a leggere e commentare assiduamente! <3

      In realtà il pulsante c'è, proprio sotto l'immagine di copertina del post, sotto data, numero di commenti, parole tag. Fammi sapere se riesci a vederlo o se c'è qualche problema!

      Grazie dei preziosissimi suggerimenti <3

  • “conosco molte persone in estremo sovrappeso con analisi del sangue immacolate”

    ci sono anche persone che fumano e non si ammalano di cancro al polmone e vegetariani salutisti a cui viene un tumore, il rischio zero non esiste per nessuno, non cambia ciò che sappiamo sui rischi del fumo.
    Poi il bullismo è sempre sbagliato anche perchè come etto non spinge certo a migliorarsi ma peggiora una eventuale obesità (che non è qualche chilo di troppo)

    sulla bellezza: anche quella fisica ha una sua pluralità e non dipende dalla taglia o non solo: Dario Argento è magro e non è bellissimo, Christina Hendricks è più in carne di Anna Mazzamauro ed è decisamente più bella ma appunto anche se soggettivamente puoi ritenere bellissimi Argento, Giuliano Ferrara, Kathy Bates e Anna Mazzamauro va accettato che i bellocci sono altri/e (e ripeto. non è tanto e non è solo questione di grasso o magro)..ma questo non significa umiliare chi non è “bellissimo/a”, anche chi non lo è può essere felice o in felice come chiunque altro, curare il suo aspetto estetico, aere torie d’amore eccetera

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