La fiera della stupidità

Ma che abbiamo di sbagliato nella testa? Perché alle volte davvero mi domando perché l’essere umano debba avere in sé così tanta meschinità.

Ho visto un articolo in cui si diceva che la modella plus size Ashley Graham apparirà in bikini su Sports Illustrated. Parliamo di una ragazza burrosa, soda, sicuramente molto formosa ma anche molto alta. Ho deciso di leggere commenti aspettandomi il peggio (e difatti): tutti novelli salutisti ad affermare che no, non va bene nemmeno questo modello di donna! È obesa, è malata! È grassa, è anormale! Poi magari tre/quarti di questi geni fumano, hanno il colesterolo alto e non fanno le analisi del sangue da 10 anni.

Una scrive: eh, ma così la posso fare pure io la modella (e una persona evidentemente molto intelligente replica: guarda che è questo il senso, e cioè che quel costume possono indossarlo tutte, magre, grasse, basse, alte).

E poi uno dice: bene, finalmente, le ossa diamole ai cani! Basta con sti scheletri in passerella, finalmente una donna vera! Bravo, genio pure tu.

Ma perché, perché, io dico, per l’amore di Buddha, non è possibile SMETTERLA con la necessità di avere un canone di bellezza così fortemente stereotipato? E perché non è possibile NON demonizzare e sbeffeggiare tutto ciò che di diverso esiste rispetto al nostro gusto (personale? Non penso)?

Perché una donna deve essere sempre definita per come appare? Non sentirete mai descrivere una donna come “chi? Ma quella intelligente che fa l’avvocato?” oppure “ah sì, quella ragazza simpaticissima che lavora in libreria”. Sarà sempre: quella grassa, quella secca, quella brutta, quella col nasone, quella con il culone, quella coi capelli dimmerda, quella con quella faccia strana, quella con i polpacci da calciatore. E mi dispiace dirlo, ma le donne solo le più spietate in questi commentini al vetriolo.

Prima o poi parlerò della mia esperienza, perché non è che parlo così tanto perché stamattina non ho nulla da fare e allora giù a buttare stronzate su un foglio. Ma per il momento voglio dire che sono davvero, davvero stanca di leggere tante cattiverie gratuite. Non mi riferisco solo a questioni di peso (che pure hanno il loro peso. Ah. Ah. Ah.) ma a qualsiasi cosa riguardi il giudizio spietato dell’altro: lavoro, scelte di vita, orientamento sessuale, opinioni politiche.

Siamo sovraesposti, le nostre vite sono nero su bianco in continuazione, e sebbene io pensi che il web non sia il male assoluto per varie ragioni, c’è poi quel lato codardo, vile, cattivo di certe persone che pensano di poter dire qualsiasi cosa solo perché si nascondono dietro uno schermo e perché “Io sono così, sono sincero, dico quello che penso e non potrei mai essere falso!”. Sì, beh, sarai pure sincero, ma quanto cazzo sei stronzo.

Sull'autore

Federica

Parole & Make up è quello che sono.

Parlo troppo e scrivo quando sono stanca di parlare.

Un commento

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  • Da una parte c’è un fortissimo bisogno di essere accettati , tipico dell’essere umano, dall’altro c’è la tendenza al giudizio, sempre e comunque, richiesto o non, gelido e crudele che spesso si dimentica di quella grandissima virtù che si chiama empatia.
    Tutti vogliono dire la loro, nel bene o nel male, e come dici giustamente tu, le donne sono terribili quando si tratta di giudicare. Probabilmente è uno sfogo causato dalla repressione, dall’infelicità, dall’insoddisfazione di una vita vissuta alla ricerca di quell’apprezzamento e di quell’accettazione che non hanno e che cercano disperatamente, e per disperazione e dispetto vomitano sugli altri i loro giudizi.
    C’è anche da dire che siamo talmente condizionati e schiavi di etichette, stereotipi, modelli che è difficile uscirne. Abbiamo bisogno di dare un nome a tutto, di categorizzare ogni cosa, ogni comportamento, ogni atteggiamento, ogni modo di essere. E’ come se fossimo ebbri di questa esposizione mediatica che ci è sfuggita di mano, come se questo prevedesse continui e costanti critiche e giudizi universali.

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