Keep Calm and Breathe #2. Suggerimenti per affrontare le feste

Non è che io non ami il Natale. È che mi sfianca.
Come concetto, mi piace il Natale. Mi sta simpatico. È una festività caciarona, dove si sta insieme, si mangia, si gioca a carte con gli amici, si scartano regali: cosa potremmo volere di più? E invece.


Invece, l’arrivo del Natale mi destabilizza. Perché da una parte amo l’atmosfera natalizia, le luci, l’albero, le decorazioni, quell’aria di festa che dura praticamente un mese e ti fa sembrare che qualcosa di bello stia per accadere (poi in effetti non accade, ma pazienza, teniamoci perlomeno l’illusione.)
Dall’altra parte, mi stressa ciò che l’umanità ha fatto del Natale: una fonte di spreco, una roba indescrivibile in cui la gente si accapiglia per comprare un cellulare nuovo per regalarlo a qualcuno a cui non interessa nemmeno, in cui si riempiono le case di cibo che nessuno riuscirà a finire.

Negli anni, ho sviluppato un po’ di esperienza in proposito, ho tipo conseguito un master ad honorem in Gestione dello Stress Natalizio. Per questo mi sento generosa, essendo Natale, e condivido i miei suggerimenti con voi.

  • Eliminare il superfluo: per Natale scambio regali solo con la mia famiglia. Voglio bene alle mie amiche e ai miei amici, ma è assurdo correre in giro per negozi, cercare un regalo qualsiasi da appioppare a chiunque perché non si ha tempo per fare tutto con calma. Per questo ci siamo felicemente accordati sulla sospensione dei regali di Natale. Il bello è che ci facciamo molti più regali in questo modo, perché nel corso dell’anno capita molto spesso che in giro veda qualcosa che mi fa pensare a una mia amica e glielo regali, senza motivo, solo perché mi va. Proprio quello che dovrebbe essere un regalo: un dono disinteressato e spontaneo.
  • Non strafogarsi fino all’indigestione: molte, troppe volte ho mangiato veramente più di quello che potevo digerire. Da alcuni anni, non faccio il bis di nulla, evito la frutta secca, cerco di moderarmi nei dolci. Mi secca un po’ limitarmi quando la gola chiama, ma almeno dopo non vedo i mostri per due giorni.
  • Passeggiare: lo so, lo so. Lo so che dopo il pranzo della nonna o della mamma, l’unica cosa che desiderate è sdraiarvi e cadere nel sonno dei grandi mangiatori. Ma il risveglio, alle 6 del pomeriggio con la panza gonfia, non vi farà sentire per niente bene. Quindi armatevi di tanta pazienza e uscite a piedi a passeggiare: l’aria fresca di dicembre e il movimento aiuteranno a smaltire la lasagna (e il vino in cui è affogata).
  • Avere capelli/trucco/smalto in ordine: le feste stancano, lo sappiamo tutti. Il pomeriggio del 25 ci si sente come dopo una settimana di lavoro, e guardarsi allo specchio e trovarsi totalmente sfatte non aiuta a sentirsi meglio. Arrivate al Natale in maniera decente, e cioè essendovi curata di aver sterminato i peli superflui (sì, i baffetti sono superflui, sì, anche se siete bionde), di avere delle mani da donna e non da autotrasportatore, capelli non dico appena tagliati ma non farebbe male, in effetti.
  • L’importanza delle pause: va bene doversi preoccupare di duecento cose, del tipo lavoro, lista della spesa, pulizie, regali da comprare, ma è importante prendersi delle pause. Che sia un’ora sul divano a leggere, una lunga doccia calda, un minipisolino da venti minuti: a volte bisogna staccare la spina, prima di staccare la testa a qualcuno.
  • Autoregalo: comprare un regalo per voi stesse e metterlo sotto l’albero. Sarà da bipolari? Non lo so, ma quanto è carino scegliere un autoregalo?
  • Tapparsi le orecchie: le zie ti dicono che sei ingrassata? Ti domandano perché ancora non ti laurei/sposi/riproduci? Come dice un mio amico, cantatevi una canzone nella testa. Funziona.

 

Sull'autore

Federica

Parole & Make up è quello che sono.

Parlo troppo e scrivo quando sono stanca di parlare.

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