Di come ho deciso di (ri)aprire un blog. E di dargli il mio nome.

FdpOrmai avere un blog è quasi scontato. Chiunque sappia sillabare una parola (ma anche chi non ne è capace) si sente il nuovo Ken Follett e decide che il mondo deve assolutamente essere messo a parte delle sue profondissime riflessioni sulla vita, la solitudine, l’amore, la sofferenza, e chi più ne ha più ne metta.

Non che ci sia nulla di sbagliato in questo: trovo liberatorio questo flusso di parole, immagini, pensieri sparsi, e ritengo anche che sia utile che le persone scrivano. Anche male, anche poco, anche di cose superficiali e stupide, ma scrivere fa bene a tutti. Inoltre, scrivendo sul proprio blog magari se ne leggono altri, e anche questo fa estremamente bene.

Tutto questo pippotto per dire cosa? Per cercare di giustificarmi rispetto alla domanda: ma con tutti i blog che esistono, dovevi per forza aprirne pure uno tu? Eh sì, dovevo per forza aprirne pure uno io. Ho cose interessanti da dire, faccende stimolanti da proporre? Boh, pò esse.

E dimmi un po’, di che parla ‘sto blog? Mah, boh, non lo so bene. Cioè, ho un’idea, e spero di poterla portare avanti. Diciamo intanto che io ho iniziato a scrivere ancora prima di saper scrivere. Mi inventavo delle storie ancora prima di studiare l’abbecedario. Ho scritto sempre, non so se bene, non so se di cose interessanti, ma sempre. Poi sono stata una novella blogger della prima ora: avevo un blog quando Chiara Ferragni metteva ancora le borsette a spalla fintoFendi comprate dall’ambulante. Parlavo di un sacco di cose e ne parlavo sempre con il mio solito atteggiamento ironico. Mi sarebbe piaciuto sperimentare la fotografia, ma non sono per niente capace. Così da sempre osservo le cose e le catturo nel modo che mi è più congeniale: con le parole.

Poi è successo che non avevo più tanto da dire, è successo che sono arrivati dei momenti particolari della mia vita, è successo Facebook (Zuckenberg maledetto, mi devi dei soldi, a quest’ora avrei potuto avere il mio primo romanzo in libreria). È successo che l’era dei blog personali è tramontata e sono nati i beauty e fashion blog, i kitchen blog, i travel blog…insomma, i blog con un argomento. Una marea di blog con un argomento, direi. E così è successo che io le cose che fanno tutti non le voglio fare, mi sento una copiona, e così mi sono in generale disamorata della situazione.

Nel frattempo mi sono laureata in Lettere e diplomata Make-up Artist Freelance, e ho pensato tante volte di riaprire un blog su trucco&affini. Ho provato, davvero, ma non sono riuscita nemmeno a cominciare seriamente: troppo limitante un solo argomento. Io c’ho da dire un sacco di cose, veramente. Non posso parlare solo di una cosa, non sarebbe da me. Solo che nel frattempo la voglia di scrivere è rimasta a ribollire sotto la superficie, e a volte straborda senza pietà. Dunque ecco, basta, lo faccio: riapro un blog. Ci metto un po’ delle mie solite riflessioni su tutto, i miei pensieri sparsi, un po’ di beauty qua e là, se mi gira pure qualche recensione. Non so se funzionerà, molti mi chiederanno, in un momento in cui tutto ha bisogno di un’etichetta, ma che è ‘sto blog? Non lo so, sono io, e basta.

Sull'autore

Federica

Parole & Make up è quello che sono.

Parlo troppo e scrivo quando sono stanca di parlare.

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