A Natural Woman

La festa della Donna esiste. È un fatto, e non possiamo semplicemente ignorarlo.

Con la giusta valenza, non sarebbe nemmeno una ricorrenza del tutto malvagia, ma anzi sarebbe un modo come un altro per celebrare (finalmente) quella buona metà della razza umana sottomessa e discriminata dalla notte dei tempi.
Cosa succede invece? Orde di donne in libera uscita, decise ad affermare, tra i tanti che si potrebbero reclamare, proprio il diritto a bisbocciare. Nulla di male, anzi io direi che sarebbe cosa buona e giusta bisbocciare tutto l’anno, proprio per non far esplodere tutta in una sola notte la legittima voglia di scolarsi qualche Tequila Sunrise in santa pace e non rischiare di finire la notte con le calze smagliate e un’amica che ti regge la fronte. A tutto però c’è un limite. E quel limite lo conosciamo tutte, non nascondiamoci dietro un dito. Il limite è non scadere, non dimenticare mai che abbiamo una dignità, che è sacra e che dobbiamo onorarla ogni giorno.

La triste realtà, però, è che questo limite viene superato ormai abitualmente, sempre di più e sempre peggio. E non mi riferisco naturalmente a una sbronza di troppo, e neppure a esercitare il diritto di fare con il proprio corpo ciò che si vuole, nel rispetto di se stesse.

Ciò che mi amareggia è la sempre crescente mercificazione del corpo femminile. Sempre esistita, direte voi. Eppure io noto un generale peggioramento. Sarà che il web ha dato la possibilità a chiunque, basta che sia dotato di un mezzo per accedervi e tanta faccia da culo (o disperato bisogno di attenzione), di mettersi in mostra, sempre e a qualunque costo. Ma è davvero frustrante, sfogliando Instagram o scorrendo la home di Facebook, vedere tutti quei corpi sbattuti lì, come quarti di bue nel bancone del macellaio, completamente privati di qualsiasi decenza. Tu che prendi, una bistecca di chianina? Sì, grazie, e mi fai pure un kg di fettine, tagliate fine.

Non stiamo qui a fare i moralisti naturalmente (ci mancherebbe altro), e sappiamo tutti distinguere una persona che ad agosto pubblica una foto mentre è al mare con gli amici da una che si mette volontariamente a chiappe di fuori ogni santo giorno per pubblicizzare una pagina dedicata al fitness, tanto per dirne una. Sarò bigotta, ma è davvero necessario?

La mia saggia amica Nelda mi ha suggerito, per la festa della Donna, di pensare a una donna che avesse avuto un ruolo storico o artistico per me importante e di parlarne qui, e documentandomi ho scoperto e riscoperto davvero tante personalità interessanti. Ho letto delle vite di donne come Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Marie Curie, studiose o scienziate, così come le loro “antenate” Ipazia di Alessandria (matematica, astronoma e filosofa greca) e Elena Lucrezia Corner Piscopia (la prima donna laureata al mondo). Ho ricordato grandi sovrane come Elisabetta I, Vittoria del Regno Unito, Maria Teresa D’Asburgo e Caterina la Grande, oppure ancora grandi personalità che si sono battute per i diritti delle donne e delle minoranze come Eleonor Roosevelt, Anna Maria Mozzoni, Rosa Parks. E non dimentichiamo quelle che hanno lasciato il segno grazie al loro genio creativo, come Frida Kahlo, Jane Austen, Simone De Beauvoir, Emily Dickinson, Martha Graham, Pina Bausch. E questo solo per citare davvero pochissime delle tante donne che hanno fatto la storia dell’umanità (e quante in più sarebbero state, se non fossero stato costrette per secoli a vivere e morire solo come un accessorio dell’uomo).

E oggi, che abbiamo la possibilità di fare finalmente quello che vogliamo e sappiamo fare, davvero ci stiamo di nuovo autorelegando a un ruolo così avvilente come quello di bambolina sexy, col culo scolpito a tutti i costi, il broncio perenne e i capelli sempre in piega? Solo pochi secoli fa delle donne venivano arse vive per peccati e crimini inventati da uomini piccoli e miserabili, e oggi buttiamo via la nostra intelligenza per pensare a essere desiderabili e belle a tutti i costi?

No. Non è giusto.

Ci si chiede tanto. Ci si chiede di essere belle, intelligenti (ma non troppo), spiritose (ma non troppo), lavoratrici indefesse, brave donne di casa, ottime cuoche, capaci di smacchiare una camicia con un braccio e di consolare qualcuno con l’altro, brave mamme, mogli, sorelle, amiche, figlie, colleghe. Ci si chiede di essere sportive ma non fissate, atletiche ma non troppo muscolose, in forma ma che noia se mangi solo insalata e io voglio una donna che a cena fuori mangi tutto. Affascinanti, sfrontate al momento giusto, timide al momento giusto, capaci di aggiustare un rubinetto, di vestirci bene, di non spendere troppo, di saperci truccare ma far sembrare che non siamo truccate. Insomma, dobbiamo essere Wonder Woman ma non farglielo pesare sennò si avviliscono. Siamo donne, multitasking per eccellenza, ma non siamo nemmeno macchine. Prendiamoci il nostro tempo, prendiamoci i nostri diritti, tra cui anche quello di saper dire qualche NO al momento opportuno.
Io per onorare la Donna ho scelto di metterci la faccia, che non è una grande cosa ma mi sembrava carino. Ho scelto di metterci la mia faccia originale, senza trucco nè inganno, con tutti i miei difettucci. Senza pose superwow e senza nessun artificio: sono io, così come mi sveglio al mattino e vado a dormire la sera.

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Il trucco è bello e ci fa sentire più a nostro agio, e figuriamoci se proprio io e proprio qui non sono d’accordo. Ma detesto quando le persone mi dicono: io senza trucco non vado nemmeno a fare la spesa, mi sento a disagio. Non è possibile sentirsi a disagio per la propria faccia! Dobbiamo anche fare con la normalità, e io contribuisco con la mia faccia al naturale. B

Auguri, Donne. Abbiate cura di quella D maiuscola.

‘Le Donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di “mostrare” nulla, se non la loro intelligenza.’ Rita Levi Montalcini

Sull'autore

Federica

Parole & Make up è quello che sono.

Parlo troppo e scrivo quando sono stanca di parlare.

10 Commenti

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  • Concordo al 100% fino all’ultimo punto che hai messo.
    Mi viene una rabbia…ma una rabbia di quelle da mal di stomaco che purtroppo quello che potrebbe essere un discorso soggettivo…e un pensiero di qualcuno, ad oggi è un dato di fatto…la realtà. .. sento discorsi fatti da donne, mogli e mamme… che sono al limite …
    io mica dico che una donna deve annullarsi per un marito o un figlio o un uomo qualunque o una donna qualunque…
    ma un minimo sacrificio, rinuncia ,obbligo per una scelta fatta deve pur esserci…
    Io penso inoltre che ci sia in alcuni casi la mancanza di rispetto verso noi stessi… verso il nostro essere.. verso il nostro corpo…
    Se non riusciamo a guardarci allo specchio senza trucco… e se ad ogni costo cerchiamo di ostentare quello che non siamo… per prima cosa dobbiamo far pace con noi stessi. E tutto questo. .. è molto triste. .
    Io personalmente io non sono mai stata magra…e pure io con m stessa e con gli altri sto bene…
    W le donne…

    • Ecco, la mancanza di rispetto verso noi stesse credo sia basilare. Purtroppo siamo ancora tanto indietro!
      Grazie cara…un bacio grande!

  • Fede io volevo semplicemente ringraziarti, a volte dimentichiamo cosa significa essere Donna, chiediamo riconoscimenti e rispetto all’altro ma poi siamo noi stesse a non amarci, a non rispettare il nostro essere “mentale e fisico”, lasciando lo spazio necessario per insinuare lo svilimento… io non punto il dito verso niente e nessuno se nn per ricordare che “mentre punti il dito verso qualcuno ne punti tre verso te stesso” (vi invito a simulare il gesto e ad osservare la posizione di tutte le dita) …la citazione è di Mons. Bregantini, citazione che mi porto dentro dal giorno che ho avuto il piacere di ascoltare personalmente e che oggi mi faceva piacere condividere con le lettrici del blog…
    Buona festa della donna a tutte!

    • Grazie del tuo commento carissima <3
      E' uno spunto di riflessione altrettanto interessante il tuo: dobbiamo smettere di giudicarci in primo luogo tra noi donne (e anche in generale tra persone)! E' avvilente e poco costruttivo questo continuo puntarsi il dito. Un bacione grande!

  • Brava, hai detto perfettamente quello che una donna dovrebbe essere. Io aggiungo solo quello che non dovrebbe mai essere e cioè la brutta copia di un uomo.

  • Bellissimo articolo.. Voglio solo condividere un mio pensiero, penso che se da parte delle donne ci fosse un atteggiamento diverso le cose cambierebbero tantissimo, un atteggiamento che non ha nulla a che vedere con gli uomini. Se le donne imparassero davvero ad essere solidali tra di loro, a volersi bene e a non voler competere di continuo le cose sarebbero diverse. Parliamo tanto di quanto i media influenzano il nostro modo di vedere il nostro corpo.. dell’immagine femminile stereotipata.. di come gli uomini ci giudichino per l’aseptto e non per la nostra personalità.. poi siamo le prime ad insultarci e a dire cattiverie sulla prima ragazza che ha due kili in più o che non è truccata.
    Nella vita dalle donne ho ricevuto quasi solo competizione, cattiverie gratuite, invidia e mai solidarietà o amicizia sincera. Sarò stata anche sfortunata ma credo che noi dovremmo essere le prime a cambiare le cose, rispettando noi stesse ma anche le altre donne, educando i figli maschi e femmine allo stesso modo (senza aspettarci che sia la femmina a dover cucinare e sparecchiare ad esempio.. o a dover rientrare prima la sera) , imparando a non giudicare le altre dall’aspetto fisico.

    • Cara Alice,
      intanto benvenuta sul blog e grazie del commento! 🙂
      In questo post volevo dire tante cose, l’ho scritto abbastanza di getto ed ho dovuto anche contenermi perché altrimenti sarebbe venuta fuori una filippica infinita. Dunque non ho affrontanto la questione ‘rispetto tra donne’, nonostante io sia perfettamente d’accordo con te. Nella mia vita ho avuto la fortuna immensa di trovare alcune amiche vere, che non mi hanno mai giudicata per il mio aspetto nè per le mie scelte, ma è tristemente vero che spesso sono proprio le donne ad essere le più spietate le une con le altre. Ed è una cosa che davvero odio, perchè sarebbe tutto molto più semplice se fossimo solidali e leali tra noi!
      Se avrò un figlio maschio lo crescerò come mia madre ha fatto con me e mio fratello: esattamente UGUALI!
      Un bacio grande!

    • Grazie Elisa, sono certa che siamo ancora in molte a pensarla così, anche se purtroppo spiccano sempre i modelli e gli esempi sbagliati nella moltitudine.
      Grazie di cuore di essere passata!

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